Polifonia, orologi ed un Presepio

Torino, Pétite Soirée, gennaio 2018

Recentemente, dopo avere presentato una mia composizione ("Fantasia in Sol" scritta nel 2003 credo) in occasione di una delle belle "Pétite Soirée" organizzate ed animate da Baba Richerme al Circolo della Stampa, Lei stessa mi ha riferito un commento di un ascoltatore, il quale mi ha intravisto nelle mie composizioni una "Polifonia di stampo settecentesco"; ammetto che non è la prima volta che mi viene detta questa cosa, anche se spesso in tono più di rimprovero "eh ma scrivi come nell'Ottocento via devi svecchiarti un pò!.. " che di complimento;

Rileggendo alcuni vecchi appunti, mi ricordo che "Polifonia" deriva dal Greco ("poly" + "phonos") e indica un tipo di composizione in cui più voci contemporaneamente eseguono una o più melodie, anche diverse tra loro, in modo da combinarle in modo armonicamente gradevole; tale genere musicale è antichissimo, risale all'anno 1000 almeno, e vanta una tradizione imponente! Quindi, in tutta sincerità, sono lusingato di questo che considero un vero complimento e mi fa piacere che ci accorga di questo aspetto in alcuni miei lavori, anche perchè in fondo è una delle cose che più amo scoprire quando ascolto musiche di altri autori, di qualunque epoca e stile, perchè in essa ritrovo un ideale di "armonia" ed equilibrio, una vera democrazia in musica in cui ogni voce ha il proprio scopo e ruolo, non esistono prime o seconde scelte, e tutti insieme gli strumenti concorrono a creare un mondo ideale e fantastico.

Proprio come in un bel meccanismo di orologio, infatti, dove anche il più piccolo ingranaggio ha la sua funzione insostituibile, e non esistono gerarchie di sorta; certo, in questo caso la difficoltà è proprio quella di riuscire ad amalgamare e unire in modo perfetto le varie parti, in modo che il meccanismo funzioni.. ma non è forse proprio questo il bello nel creare un congegno qualsiasi?.. non è più divertente cercare un tema dentro una fuga che si rifugia tra le voci, che scompare e poi si ripropone con più forza quando ormai sembrava finito,che assistere allo sfogo infinito di una voce solista?..

Insomma, anche se mi accorgo con il tempo di tendere proprio verso una musica più "cantata" e meno contrappuntistica (sto diventando patetico con gli anni..?!), direi che ancora adesso, se riesco ad incastrare un tema in modo da combinarlo tra le varie voci in armonie originali, sono sempre molto contento!.. e il Presepio, cosa c'entra in tutto ciò?.. il lo considero un' ottima metafora della musica che mi piace, ogni anno a Natale mi diverto a rifarlo e mi ricordo di come fin da piccolo mi piacesse immaginare questo villaggio in cui ognuno ha una sua propria collocazione e mestiere, è felice di fare chi il fornaio, chi il suonatore di cornamusa oppure il pastore, perchè sa che con questo suo contributo più aiutare la comunità a vivere in armonia e gioia!.. non è tanto più bello questo mondo, ideale ovviamente, in confronto al nostro in cui tutti facciamo tutto e ci sentiamo al centro di ogni cosa, ma in fondo a nessuno (quasi nessuno per fortuna) interessa?.. :)

in foto: Presepio in Miniatura creazione di Gianni Colzani