Concerto per Organo liturgico

Ozegna Canavese, Chiesa "Mariae Nascenti", 19 dicembre 2017

Concerto per la parziale riparazione dell'organo "Collino" del 1867

Tornare a suonare uno strumento dopo molto tempo, è un po’ come incontrare un vecchio amico che non si frequenta da un po’, inizialmente c’è un pizzico di diffidenza reciproca, si teme di venire rimproverati per la lunga assenza (“ehi sei ancora vivo?”.. detto con un bonario sorriso), e soprattutto ci si augura che il tempo non abbia compiuto troppi danni per entrambi; però bastano poche note per capire che in fondo la vecchia amicizia è ancora intatta, e che non è poi cambiato così tanto da quei giorni in cui, ragazzo, venivo ammonito dal Maestro Gianni Verga che mi ricordava, con gli occhi lucidi di emozione, che l’organo è il “Re” degli strumenti!.. Certo, il tempo ha compiuto qualche danno, da una parte il sottoscritto fatica un po’ più del solito a leggere gli spartiti, e dall’altra la “voce” dello strumento è un po’ appannata, soprattutto la polvere si è annidata ovunque, tappando parecchi passaggi e oscurando il suono di buona parte delle quasi 1700 canne; .

Un brano tratto dal concerto

però girando l’interruttore del motore e sentendo i mantici che si gonfiano, si avverte lo stesso respiro, l’identica anima pronta ad esprimersi attraverso le dita dell’esecutore, e si capisce che anche una semplice prova attira la curiosità della gente, che non può fare a meno di alzare lo sguardo per cercare di capire da dove provengano quei suoni ora austeri e solenni, ora beffardi e goliardici, grazie alle mille sfumature timbriche che questo grande Organo possiede! Ricordo infatti che la registrazione dell’organo “Collino” consta di una quarantina di registri, metà dei quali dedicati al Ripieno classico, con le varie armoniche che arricchiscono i cosiddetti “Principali”, metà a sonorità molto particolari come “tromba”, “flauto in selva”, “corno inglese” e poi fagotto, ottavino, trombone.. addirittura una Grancassa (!) molto adatti a brani di stampo bandistico, direi quasi Rossiniano, ben rappresentati dalle composizioni di Padre Davide da Bergamo. Purtroppo, allo stato attuale buona parte di questi registri sono inutilizzabili, e mi auguro che con il tempo riusciremo a riportarli in uso per la maggior parte.


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Insieme all’organo, è stato bello anche riscoprire la partecipazione e sentire l’affetto della comunità di persone, anche questo immutato, e ammetto che è stata una seconda emozione anche più forte della prima! Approfitto quindi di questo spazio che mi viene concesso per fare qualche ringraziamento, innanzitutto a chi mi ha voluto ed invitato, la redazione del Gavasun, Emanuela Chiono, Angelo Furno che mi ha aiutato durante il concerto, l’organaro Roberto Curletto che con mezzi esigui è comunque riuscito a “Rianimare” lo strumento per questo evento, e infine i due validissimi solisti Matteo Vaulaz e Valentina Vicario, che hanno sostenuto i “polmoni” un po’ stanchi dell’Organo con il loro fiato, aiutando me e lo strumento in modo da creare una bella atmosfera. Al momento del congedo, da vecchi amici ci si augura di ritrovarsi presto!.. e di non perdersi più di vista. Spero quindi che seguiranno altre iniziative così belle e coinvolgenti e rinnovo l’augurio di ritrovarsi a suon di musica!

Ancora un paio di spezzoni, l'intermezzo di "Egogatto" magistralmente interpretato da Matteo, e un brano inedito, "Mariae Nascenti" che ho scritto per questa occasione!