Il pianista e la bicicletta

Torino, stazione Porta Nuova, luglio 2015


Spesso si raccontano storie, spesso più simili a certe leggende metropolitane, e solitamente difficilmente verificabili, di artisti geniali ed eccentrici (spesso cantanti o musicisti) che devono il loro successo ad un incontro casuale e fortuito con un talent scout, il quale, irretito dalla performance dell’artista in questione, gli offre un contratto da nababbo e lo lancia nel firmamento dei grandi nomi del jet set internazionale;

il che non fa altro che alimentare le speranze di chi si augura (e a volte l’ho fatto anche io) di “dare una svolta” alla propria esistenza, magari con un invito diretto del tipo “ehi ragazzo sai che mi piaci, perché non passi dal mio ufficio una sera?”.. magari durante una schitarrata davanti ad un falò in spiaggia (non invento, ricordo un racconto simile da parte di una nota cantante);

questo fenomeno, che è poi alla base di tutti i reality del momento con relativo afflusso copioso di candidati, ha trovato un nuovo pretesto dalla recente abitudine di inserire, in contesti disparati, un pianoforte a disposizione di chi lo voglia suonare; ciò è ormai consolidato nella grandi stazioni, fenomeno al quale non si è sottratta neppure Porta Nuova. Qualche mese fa ho letto l’ennesimo articolo del ragazzo-prodigio che, aspettando un treno, e messosi ad “improvvisare”, ha attirato irresistibilmente un manager di una nota casa discografica, e da qui è nato il video, e poi i “like” a migliaia, e quindi il contratto!.. con relativo articoletto sul giornale e anche in TV; preciso una cosa: per chi non lo sapesse, i “mi piace” di facebook e simili si comprano a mille per volta per pochi spiccioli (me l’ha spiegato un mio collega che si è servito di questo stratagemma per “pompare” un suo video su you-tube); da quanto ho saputo questo diffido di chi ne fa troppi in poco tempo (brutta cosa l’invidia!!);

il fatto poi che questo ragazzo sia figlio di un noto autore degli anni ’80, che abbia studiato all’estero (perché non sopporta le regole accademiche) e che viva la musica come un istinto totalizzante (per detta di suo padre) completa il quadro idilliaco; comunque, io sono passato qualche volta ad ascoltare, e sono colpito dall’andirivieni di musicisti, in buona parte pianisti fai-da-te, che con aria trasognata si mettono a suonare solitamente brani conosciuti in stile minimalista, qualche colonna sonora oppure proprie composizioni (sempre di quel genere solitamente), completando poi il tutto con filmati inseriti su you tube (esiste proprio un canale dedicato); comunque, non voglio fare il predicatore, anzi!.. io stesso ho pensato di esibirmi in stazione, con qualche segreta speranza.

La scorsa estate, era luglio inoltrato, facendo il solito giretto in bicicletta post-cena per smaltire un paio di bicchieri di troppo, decisi di rischiare e di prolungare il giro fino a Porta nuova, e, furtivamente, parcheggiata la bicicletta nell’atrio, mi sono seduto al pianoforte per accennare qualche mia musica; ovviamente la mia “modestia” mi ha fregato perché a quell’ora c’erano quattro passanti in tutto assonnati e nessuno che assomigliasse al presidente della Sony.. ma mi consolai notando un signore anziano che mi fissava soddisfatto e che si accostò al pianoforte, rimanendo nei paraggi per tutta la durata della “performance”; “ci siamo” pensai, “ecco il talent scout vivamente interessato alla mia musica!” e mi misi più duramente all’opera con la tastiera scordata, mentre le saracinesche delle vetrine scendevano lentamente; conclusi la mia credo magra ma faticosa (per me) esibizione, mentre il signore continuava a fissarmi e sorridere, dopodichè si avvicinò a me, ancora ansimante per gli ultimi accordi del "fff" conclusivo: stavo cercando una penna per firmare il primo contratto di esclusiva, quando il tizio mi disse: “scusi.. sa mica se la bici è di qualcuno?”.. Ho quindi deciso di smettere con l’arte e di darmi al commercio di bici usate: a chi interessa una GERBI del ’75 in perfetto stato??!! AP